La mia banca è indifferente

Alla fine, questa crisi finanziaria passerà, ma chi l’ha provocata resterà al suo posto. Oppure, uscirà di scena con l’onore di qualche sontuosa stock option. Qualsiasi cosa succeda, in Italia si stenta sempre ad individuare il responsabile.

Le banche siedono in tutti i cda delle più grandi imprese. Reinvestono gli utili del credito alle famiglie non nel credito alle imprese, ma nella gestione diretta – tramite partecipazioni in pacchetti azionari – di aziende. Un’anomalia, un conflitto d’interesse palese. Dovuto anche alla debolezza del nostro sistema capitalistico. A volte queste parternship imprenditoriali non rendono. I conti correnti italiani sono i più costosi d’europa, così come i mutui sulle case. Se le cose vanno bene i cittadini – come clienti delle banche – danno loro più del dovuto. Se le cose vanno male e le banche usufruiscono di aiuti statali, i cittadini – come contribuenti – danno alle banche più del dovuto.

Alessandro Profumo – ceo di Unicredit – è un manager celebrato. Ha comprato isituti di credito in tutt’Europa, esponendo molto la sua banca. Ora è in difficoltà; alla fine della mareggiata, dopo che magari Unicredit avrà usufrutito di qualche fondo pubblico, resterà al suo posto. Indicherà le prossime scelte di “piazza Cordusio”, nominerà nuovi suoi rappresentanti nei più disparati c.d.a. dell’impresa e della finanza italiana.

Insomma, questa classe dirigente attutisce il colpo, abbassa il profilo ma, qualsiasi cosa succeda, resta a galla.

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4 commenti

Archiviato in Senza Categoria

4 risposte a “La mia banca è indifferente

  1. Max

    Io non attribuirei la causa e gli effetti che questa crisi finanziaria avrà, alle nostre banche, o meglio, come sembra, le nostre banche non sono poi così esposte tranne, come giustamente dici tu, Unicredit che ha adottato una politica di sviluppo a livello europeo, e non darei una colpa diretta a Unicredit per la sua esposizione. Il ragionamento però sulla responsabilità deli amministratori delle banche sono pienamente d’accordo, non tanto per la situazione attuale, ma per le responsabilità che hanno avuto in occasioni passate come vendere i prodotti Parmalat o i bond argentini, venduti consapevolmente ai piccoli risparmiatori ed è vero che il potere economico è principalmente nelle loro mani, ma non si può evitare che siano presenti nei capitali delle società, è così in tutta Europa, questo è un minimo dell’Unione che si vorrebbe fare. Però in una crisi del genere, ora, è giusto che questi istituti vengano tutelati (e io non sono un amico delle banche), precauzionalmente va predisposto un piano di salvataggio, ne va della nostra economia. Dopo che si calmerà questa tempesta e ci si renderà conto degli effetti sull’economia reale, bisognerà disegnare qualche regola in più….come ogni postcrisi che ciclicamente investe il mondo economico, adatandole ad un nuovo modello di sviluppo.

  2. Ci avevi mai pensato ad un’eventuale fusione tra gli AD di Unicredit e Intesa?

    Profumo di Passera

  3. Capo

    altro che Profumo di Passera o Passerà numero 5, qua c’è puzza di bruciato in ogni dove

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