Una monetina a te

Il garante della privacy, Gianfranco Pizzetti, ha giustamente lanciato un’anatema contro i processi in tv. In effetti io ho le palle piene di vedere Vespa con i plastici di Cogne. Il crominologo Bruno che crede di sapere tutto; i mille retroscena di Matrix, che non risolvono niente.

Non c’è niente da dire. I processi si fanno in tribunale; i giornalisti hanno il diritto di ricostruire le storie, purchè lo facciano senza lanciare accuse prive di fondamento e senza alimentare sospetti inutili.

Enrico Mentana di Torrepaduli si difende, dicendo che “è il popolo che lo vuole”. Che significa? Il popolo vorrebbe vedere pure la Carfagna nuda in Parlamento. Il popolo vuole appassionarsi a retroscena morbosi, a fiction costruite ad hoc; il popolo vuole un cattivo da sbranare, senza sapere se effettivamente lo sia. E Mentana glielo dà.

La verità è che Mentana è il padre del coniglismo. Uno che è restato a mediaset, dopo essere stato sostituito ex abrupto da direttore del tg5 con Carlo Rossella, non può che essere un mendicante. Giornalista mieloso e superficiale. Fighetta da palcoscenico. Dichiarare che il giornalismo deve seguire le richieste del popolo, significa svilirne la missione e il senso. Il giornalismo deve stupire il popolo, non seguirlo. Deve aprirgli gli occhi, tenerlo sveglio, non addormentarlo con retroscena da horror sulle vite degli altri.

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