Genova per noi

Aver sostenuto un esame di procedura penale mi ha insegnato che i processi sono un’entità avulsa dalla realtà. La pubblica accusa ha l’onere della prova se vuole negare “l’innocenza presunta” di cui tutti hanno diritto, traslando la realtà nell’acquario del processo. Ricostruendo fatti, nessi e potendo utilizzare nel processo solo parte delle prove rintracciabili nella realtà.

Non mi esprimo sui giudici che, come tutte le categorie dello spirito e del corpo, annoverano nelle proprie file ottimi servitori dello stato e grandissimi servitori di sè stessi. Non voglio commentare la sentenza che ha comunque stabilito che “qualcosa di grave” è successo nel “carcere provvisorio” di Bolzaneto; non tortura, non violenza premeditata e frutto di un disegno, ma violenza sì, eccome.

Non è un caso che il vicequetore di Genova definì quanto successe a Bolzaneto “una macelleria messicana”. E una interruzione dello Stato di diritto, aggiungerei. Perchè, quando si comincia a rastrellare gente a buttarla dentro un carcere e a picchiarla, si va contro la “personalità della responsabilità penale”, che va comunque accertata mediante un processo prima di essere declarata e prima di comminare una pena conseguente (che in ogni caso non è mai un calcio nei coglioni o una manganellata in testa) e si applica una giustizia sommaria, medievalesca.

C’è da dire che nel carcere di Bolzaneto non finirono i black block; ma ragazzi e manifestanti pacifici, fra cui scout e rappresentanti di congreghe religiose come pax christi.

Ho partecipato a molte manifestazioni, senza mai spaccare una vetrina; di certo non sto dalla parte dei violenti. Sono dalla parte dello stato di diritto e mi indigno quando lo stato rinuncia alle sue regole, scegliendo operazioni di forza e di facciata. Quando sceglie di colpire a caso per educare, sbagliando obiettivo. Optando per una guerriglia sbagliata e inutile. Scendendo sullo stesso terreno dell’antistato. Bolzaneto non ha fermato i black block; ha solo urtato, ancora una volta, la credibilità delle istituzioni.

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16 commenti

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16 risposte a “Genova per noi

  1. Picchiare scout e membri di pax christi?
    Ora i poliziotti hanno anche la mia personalissima assoluzione morale! 😀

  2. enzo dai
    che c’entra l’anticlericalismo?
    vedi ratzinger dappertutto… e dai

  3. Capo

    la sentenza del tribunale riguardo ai fatti di Bolzaneto del luglio di 7 anni fa rafforza il mio personalissimo desiderio di andarmene quanto prima dall’Italia

  4. Io sto con gli scout!!!

  5. peppuzzo

    E deve ancora arrivare la sentenza relativa al fatto della scuola Diaz!! Per una notte, l’Italia è diventata un paese dell’America Latina, una no-law-area, una parentesi in cui ogni diritto umano fondamentale è stato sospeso in virtù di cosa? Di una mazzulata atroce che doveva probabilmente servire da esempio! Il ministero è per legge responsabile dei reati commessi dai suoi sottoposti, (d.lgs 231/2001), non si tratta di responsabilità oggettiva, ma una specie di colpa di organizzazione (o culpa in vigilando). Al di là dei dati tecnici, rimane un sapore amaro quando nei “misteri d’Italia” c’è sempre un sottofondo di oscurità…la verità non la sapremo mai!! In ogni caso, la sentenza va accettata (anche se mi sembra molto tenera) e aspettiamo il caso della scuola Diaz! Abbrazzi a tutti

  6. max

    certo, se ci sono state responsabilità, queste si devono pagare e la sentenza non indica un disegno premeditato…e se per una notte l’Italia sembrava l’america latina, durante il giorno a Genova chissà che paese assomigliava, ricordiamo quei giorni no? Comunque, pochi misteri, in quella guerriglia durata alcuni giorni, no una notte… la cosa che dispiace è che l’attenzione e l’ombra del potere che vince, venga usata solo per questa circostanza…. sicuramente voi non vi schierate le volte che tali cose succedono negli stadi o negli autogrill, dove i soliti violenti fortunatamente sono pochi ma le manganellate e a volte i proiettili li prendono anche gente inerme, cosa succede nelle caserme in queste situazioni o anche nelle caserme d’Italia quando gli schiaffi volano spesso? forse un pò di rivalsa ideologica c’è in questa storia. Sono convinto che i fatti di Genova e di quel G8 debbano essere trattati in maniera globale, anche perchè gli unici processi sono stati fatti contro le forze dell’ordine…ma stranamente adesso la giustizia non funziona vero?…sopratutto se si aspetta la sentenza sulla Diaz con il sospetto. Le sentenze non lasciano tutti contenti sopratutto quando per “una volta” si vogliono pene esemplari, ma il nostro paese è fatto così, in fondo se i fondatori delle BR adesso vanno in giro a presentare libri…qualcosa non va. Basta poco per scoraggiarsi e voler scappare…sopratutto se ri ragionasse un pò su tutto però.

  7. max, mi dispiace che tu abbia letto il discorso in chiave ideologica. Negli stadi spesso, i poliziotti rispondono con i manganelli a degli attacchi. Dalle indagini, è risultato che a genova la gente è stata rastrellata per strada e portata dentro per essere picchiata. molto spesso chi è stato portato a bolzaneto non aveva sfasciato nulla. lo stato aveva deciso di vendicarsi, o di dare “una lezione”, con una dimostrazione punitiva a random. è questo che si contesta; c’è ideologia nelle tue parole, non nelle mie, che condannano apertamente i violenti.

  8. Mi pare non si debba sottovalutare nemmeno la “pista” del “volemosebbene”.
    Una sentenza che da un lato condanna 15 persone e dall’altra ne assolve 30.
    Una sentenza che dice che qualcosa non andava ma poi sanziona con 5 anni il “più cattivo” con pena sospesa per prescrizione, indulto etc etc
    Una condanna che riconosce gli abusi ma poi non “affonda” e pare una soluzione studiata a tavolino ad uso dei Media che, in questo modo, possono a buon diritto dire il bianco ed il nero.
    Riconosciuti i delitti – diranno alcuni – Assolti i presunti cattivi – diranno altri.
    E la verità sarà, ancora una volta, appannaggio di chi c’era e di nessuno.
    un saluto e vediamo cosa succede per la Diaz ma se il buongiorno si vede dal mattino….

    andrea
    http://www.liguriaoggi.it

  9. NightNurse

    ..io ho una rabbia che non si placa..

  10. NightNurse

    (ps.la foto è splendida…)

  11. peppuzzo

    Sulla base di cosa hai la certezza che sto aspettando la sentenza Diaz con sospetto eh Max? In un paese, che non sia dell’America Latina, nonostante le vergogne propinate da black block, tute bianche e violenti vari (che meritano la galera), qui assistiamo ad una risposta violenta verso gente, di cui non è mai stato accertato il coinvolgimento negli scontri mattutini…serviva da deterrente forse? In assenza di un processo? Hai ragione non è l’America Latina, è lo Zimbabwe di Mugabe! E anche se fossero stati coinvolti, in uno stato non dell’america latina, si prendono i colpevoli, si sbattono in galera, si processano e al massimo si butta via la chiave! Ti ribalto la frittata…com’è che tu, e chi la pensa come te, diventa d’un tratto garantista quando si tratta di Bolzaneto e poi delegittimate la magistratura quando si tratta del caro leader? Ho anche detto che la sentenza va “accettata”, poi le relative valutazioni sono affar mio, condivisibili o no! Accettiamo la verità che sono stati mazzulati e torturati ragazzi appartenenti a varie organizzazioni che nulla hanno a che fare coi black block, con casarini and co.? Oppure mettiamo in dubbio anche questo?

  12. mariodepizzo

    grazie night nurse, sono contento che apprezzi la foto

  13. Io sto con NightNurse…

  14. max

    attenzione, anch’io non ho espresso un giudizio sulla sentenza e proprio perchè sono un garantista, non sono d’accordo con quei giudici che hanno fatto cadere governi con procedimenti che dopo hanno portato ad assoluzioni, proprio perchè sono garantista non mi piacciono le teorie sul “non poteva non sapere”, io critico il dato innegavibile dell’intreccio tra due poteri. Tornando a Genova, non difendo mica la Polizia, condivido il discorso sul coinvolgimento di gente che non c’entrava niente,….quello che noto però, è una particolare attenzione al caso e posizioni ideologiche prese a riguardo….cioè ad esempio, non è vero sempre quello che dice Mario sulle vicende da Stadio , perchè tante volte (spesso) nelle curve e dintorni…non sono solo risposte ad attacchi e coinvolge spessisimo gente che non c’entra, ma basta essere lì, ne sono stato testimone più volte….il gioco di esasperare gli animi è molto diffuso nel calcio….ma è solo un esempio, che comunque pretenderebbe magari più attenzione. Alla fine sarebbe piacevole vedere i fatti per quelli che sono stati e non, come sempre (sopratutto quando c’è il vostro odiato Berlusconi al Governo) soggetti a strumentalizzazioni, perchè quei giorni di Genova sono stati vergognosi per molti aspetti, anche per le posizioni di parte della sinistra, sia ben pensante che politica.

  15. peppuzzo

    Sulle situazioni relative al mondo del calcio io mi cucio la bocca perchè non saprei cosa dire. Non è un mondo che conosco! Mi rendo conto della difficoltà di accettare il principio del “non poteva non sapere” però è un principio che impone un obbligo di controllo, di vigilanza e di intervento, quando i sottoposti infrangono la legge. Il silenzio del Ministero degli Interni si può leggere anche in questo senso! La sentenza di Bolzaneto (non l’ho ancora letta, spero di aver l’opportunità di farlo), io non la commento nel merito! Mi viene un semplice dubbio, anche alla luce di testimonianze (come quella di Marco Rossi, l’infermiere che era lì presente) che probabilmente (sottolineo probabilmente) il giudice ha avuto la mano leggera! Ora…ciò non toglie che, giustamente, i fatti di Genova siano una vergogna…ma limitatamente alle condotte dei violenti! Il diritto di dissentire, portato avanti pacificamente non può essere soffocato nel sangue, nè dalla ragion di Stato. Tutto qui!

  16. stefano

    Su Genova-G8 forse riusciremo ad avere soltanto una verità storica, quella giuridica si perderà nei previsti secondi e terzi gradi di giudizio. Il diritto italiano è fatto così, garantisce. La verità storica potrà farci incazzare ancora un bel po’ mostrando nei dettagli cosa significa essere vittime della rappresaglia brutale. Essere non-donna, non-uomo percosso e tradotto fino a dover accettare che il “prestare soccorso” di qualche medico si sarebbe mutato in “prestare umiliazione”.

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