Comunicattivo

C’e’ un filo sottile che lega la dichiarazione di Fini su Almirante “Le sue frasi sulla razza erano vergognose” e l’affermazione di Tremonti dopo la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile “Un esempio di democrazia partecipata”. Il tentativo di avere un approccio morbido, di farsi percepire come una “forza tranquilla”. Il tentativo di narcotizzare i conflitti e di rompere gli steccati, facendosi percepire altro da se’. Del resto, Tremonti lo disse anche in campagna elettorale “Non commetteremo mai l’errore di rifare una battaglia come quella sull’articolo 18”.

Questa destra ha un’apparenza piu’ mite. Berlusconi, Tremonti e Fini vogliono farsi percepire come statisti. Berlusconi parla di “legislatura costituente”. Anche lo stralcio della norma “salva rete 4” rientra in questa logica.

Non esasperare la gente, far tramontare l’antiberlusconismo e i timori reverenziali sulla destra.

La strategia e’ chiara. Lo stratega pure. Ma cosa c’e’ dietro questo buonismo?

Questo destra non e’ nuova. Tremonti e’ sempre quello della finanza creativa. Questa destra non ha classe dirigente in grado di affrontare sul serio i problemi del Paese. Puo’ solo offrire risposte semplici, ma inadeguate, come il reato di clandestinita’.

Tremonti non e’ quello che ha capito tutto, il suo nuovo libro non e’ il talismano del buon governo, ma un’accozzaglia di frasi fatte.

Anche se Rete 4 finira’ sul satellite, la Gasparri restera’, cosi’ come il controllo sulla pubblicita’ e l’opzione monopolista sul digitale terrestre.

Kill me softly.

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13 commenti

Archiviato in Senza Categoria

13 risposte a “Comunicattivo

  1. Vincenzo

    L’accozzaglia di frasi fatte come tu lo stai bollando senza colpo ferire si rifà filosoficamente a Edgar Morin. Sono convinto anche se non ci sono mai stato che se ti metti in un qualsiasi incrocio fra una street e una avenue a manhattan conti decine di bandiere americane, pressocchè su ogni edificio importante, anche piu di una per edificio.

    Per quanto riguardano le idee economiche, che per la verità sul libro non ci sono (perchè il libro è una risposta politica al problema della globalizzazione)
    quelle di tremonti si appalesano nelle politiche per esempio americane quando impongono i dazi alle banane chiquita per favorire l’importazione delle banane caraibiche prodotte solidalmente (per altro opera del lavoro fatto sul congresso dagli spietati lobbisti).

    Se poi la definizione di quel libro viene da qualche penna, allora facci sapere da chi così ne capiamo le argomentazioni.

    Dietrologia fanne quanta te ne pare ma senza qualunquismo, please!

    Vincenzo G.

  2. mario

    Non c’e’ dietrologia nelle mie parole.
    i dazi doganali sono una politica retrograda. apprezzo il tentativo di tremonti di rifarsi il maquillage, di rompere gli steccati, di aprirsi a contaminazioni politiche. Ma tremonti e’ quello che in passato ha venduto gli immobili degli enti pubblici ai suoi amici che adesso ne sono i locatori.
    E’ quello che Fini pretese di cacciare dal governo. In politica ognuno e’ il prodotto delle sue azioni, non delle sue parole. Conservo sempre il beneficio del dubbio e mi auguro che Tremonti mi stupisca; ma non mi lascio affascinare dai primi coriandoli.

  3. Vincenzo

    Per la vendita del patrimonio non mi risulta.. è stato cacciato dal governo prima che vendesse gli immobili (cosa che credo e spero succederà in questo mandato).

    La dietrologia sta nel fatto che paventi che ci sia qualcosa dietro (e non si capisce cosa), lo dici tu esplicitamente nel post:

    “La strategia e’ chiara. Lo stratega pure. Ma cosa c’e’ dietro questo buonismo?..” e argomenti dicendo che il reato di clandestinità è inadeguato (come, lasci intendere, il resto delle risposte che puo dare tremonti)..

    Io non contesto la non condivisione delle misure di Tremonti.. so che abbiamo punti di vista diversi, solo ti contestavo l’argomentazione. Ti dirò di più, a me di Tremonti non sono piaciuti alcuni provvedimenti del passato mandato (per esempio i condoni fiscali e la mano blanda su alitalia e altre questioni nazionali), ma se il criterio è quello che è brutto quello che fa il favore agli amici (e sono d’accordo ma Tremonti da questo giro è fuori almeno per i grandi scandali), allora in che girone infernale metti quelli che hanno svenduto la società autostrade a Benetton, quelli che abitano nelle case degli enti previdenziali delle cooperative rosse a 200euro al mese(D’Alema, Veltroni, Fassino ed altri), che hanno svenduto l’iri ai prestanome (Prodi) o che hanno assegnato incarichi dirigenziali in municipalizzate alle mogli (il tuo endorsement necessario!?) o arrestato interi partiti e ora sfruttano il finanziamento pubblico per il loro partito ad personam per pagare l’afitto della sede in una casa intestata alla Figlia (Tonino Di Pietro)????
    Bada bene che lo dico solo perchè hai introdotto il tema, per me non ci sarebbe nulla di scandaloso se ci fossero dei lobbisti che gestiscono il rapporto tra politica e affari.

    Non ti pare un po’ poco per giudicare un professore di Economia che (vuoi o non vuoi) sta facendo discutere la commissione anche grazie al suo libro (ma nn solo)?

    Ci auguriamo tutti il meglio, anche perchè se meglio sarà, sarà meglio per noi tutti, ma non per questo sarò osservatore inattento.

    Come dicono dalle tue parti: statt’attent (take care).

    Alla prossima

  4. Vincenzo

    diamine, ho fatto un’amara scoperta (amara piu per te che per me). avevi ragione (chiedo venia) ci sono stati degli immobili venduti (molto pochi, tutti inutilizzati e con grandi plusvalenze).. ma, scrive il corriere della sera che il fondo che si occupa della vendita del patrimonio è fatto da Banca Intesa, Monte dei Paschi e Morgan Stanley..(Sono sicuro che sei convinto anche tu che sono istituti di credito vicini al pd).

    Lo dice Stella del corriere (attenzione! Stella mica uno qualsiasi) qui:

    http://archiviostorico.corriere.it/2006/maggio/22/Patrimonio_Spa_Non_Massimo_ce_0_060522024.shtml

    saluti e pardon pour l’impasse.

  5. mario

    Caro Vincenzo,
    vorrei che fosse chiara una cosa. non sono l’avvocato di veltroni. ho una mente libera, eretica, mi piace spaziare e analizzare le cose, senza pregiudizi di parte. oggi ho analizzato la strategia comunicativa di tremonti che e’ volta alla costruzione di una nuova immagine di se’. piu’ conciliante, meno dura, sdoganata, non di parte.
    La contesto, perche’ dietro le parole c’e’ lo stesso uomo di qualche anno fa.
    sono a conoscenza delle porcate degli uomini del pd e vedrai che non appena ce ne sara’ occasione, non mi esimero’ dal metterle in evidenza.
    ah, stimo molto stella.
    a presto e take care anche tu (che poi e’ una variante del nostro statt bon)

  6. Vincenzo

    Ok, prendo atto.
    Io sono convinto che nella strategia di Tremonti non ci sia niente o quasi di innovativo, a meno chè la novità la vedi nel buonismo. Infatti le misure protettive (che alla stampa piace chiamare dazi) così come un certo statalismo (non è mai stato un mercatista a tutti i costi come Brunetta o Martino, vedi Patrimonio Spa), sono annosissime, le dice da sempre. Ho vari riferimenti a riguardo.

    La novità (che poi novità in realtà non è, io la definirei una strategia di negoziazione), sono questi rapporti amichevoli che lasciano intendere una riforma della costituzione, che il governo vuole approvare in parlamento con la maggioranza qualificata senza dover ricorrere (come nello scorso mandato) al referendum, e dall’altra parte ce la consapevolezza della necessità di tale rifrma e del fatto che chiunque nn potrebbe approvarla senza il consenso dell’altro. Anche in questo caso non credo ci saranno novità nel testo, sarà grosso modo la stessa riforma, con la differenza che l’opposizione non dirà che è una legge ad personam che rafforza i poteri di Berlusconi.

    La novità della Gasparri (che poi ce l’ha svelata Gentiloni indirettamente), è che è l’unico compromesso possibile fra costituzionalità e gestione del mercato delle frequenze. Sarà mica un caso che è ancora in vigore (ricordo che è una legge firmata dal presidente della repubblica, il garante della costituzione). Temo che passeremo al digitale terrestre senza che Europa sette trasmetta in chiaro, ahimè. E sarà il 2011, vero?

    In sostanza mariù la tua tesi secondo me non regge.

    Statt accort (altra possibile variante di take care).

    Vincenzo

  7. Capo

    Farsi inculare senza vasellina ed essere contenti? yeeeeeeeeeeeeeeeeeeeessss, we can

  8. stefano

    take care vuol dire prendersi cura,
    statt’accort/ statt’attent equivale a pay attention
    statt bon= Be Ok
    ecco, talvolta si dve fare attenzione.

  9. Vincenzo

    Grazie Stefano della traduzione letterale, ma mia nonna quando parto e vuole dirmi bada a te stesso mi dice statt accort/attent, che è esattamente l’accezione che ha take care nei paesi anglosassoni. Allo stesso modo statt bon cioè stammi bene (lo dicono spesso alla fine dei telegiornali).

    “Be ok” l’ho sentito pochissimo, così come”be fine”.

    Pay attention lo sento dire solo per attirare l’attenzione (sulla lavagna o su qualcosa da seguire) non per stare attenti a un pericolo o per cautelarsi, in quel caso si dice “be careful” o semplicemente “careful”

    Dove ti trovi? Sei o sei stato in un paese dove si parla inglese madrelingua? e soprattutto ti risulta (se sei di Policoro o dintorni) che dalle nostre parti si dice Statt attent come per dire bada a te stesso (magari capita solo a me!)?

    Attentissimi, non te n’incaricà!
    Vincenzo

  10. stefano

    va bene non ironizzo più

  11. M.Grazia

    Cattivo Stefano.
    Schiaffetto sulle mani.
    Ciao Mariuccio!!!

  12. giddio

    Cattivone!!!!!

  13. “Vish t’à va’ffangul…” come si traduce!?!?

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