Obamerican

 

Il TIME la scorsa settimana e’uscito con la foto di Barak Obama in compertina e con un titolo ad effetto:         ” The winner is”. E, in effetti, conti alla mano, per Hillary non dovrebbero piu’esserci chance.

Il dato preoccupante per i liberal americani e’che molti elettori della coniuge Clinton dichiarano di non voler votare il primo uomo di colore ad avere ottenuto (non ancora, ma ci siamo quasi) una nomination per la presidenza degli States. Hillary ha vinto in stati molto importanti ed Obama deve fare dei seri passi in avanti per recuperare il suo elettorato. La mossa piu’ efficace sarebbe offrirle la vice presidenza, ma pare che questa opzione non sia nei piani del senatore dell’Illinois.

Che aria tira a New York? la gente ce l’ha chiaramente con Bush e di conseguenza con i Repubblicani. Per la recessione economica, soprattutto. “It’s the conomy, stupid” fu lo slogan della prima campagna presidenziale di Bill Clinton. Ed e’ l’economia, effettivamente, la cosa che piu’ interessa agli americani. L’origine di questo senso d’insicurezza che avvolge gli americani sono proprio i soldi che vanno via dalle loro tasche per i mutui e l’aumento generale del costo della vita.

Mc Cain e’ vecchio e la sua ricetta principale e’ quella di abbassare le tasse sull’impresa che, gia’ oggi, sono al 27%. Obama fa presa sulla voglia di rivalsa di una parte della popolazione, sulla necessita’ di far crescere la copertura sociale nella nazione. Ma dovra’ essere in grado di parlare a tutti. Anche ai boss delle company e ai lobbisti, che qui spostano piu’ voti di 100 comizi.

Parlando con i newyorchesi, si ha sensazione che un vento reale di cambiamento possa iniziare a spirare dalla East alla West Coast. E’ negli occhi della gente, e’ nelle parole di chi si accende contro Bush. E’ nelle parole di chi vuole che gli USA abbiano un presidente che torni ad occuparsi di piu’ degli affari interni, la smetta di fare guerre inutili e torni a ridare agli Usa quell’immagine oggi appannata di Paese libero e forte.

Yes, he can.

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2 commenti

Archiviato in Senza Categoria

2 risposte a “Obamerican

  1. Vincenzo

    Per come fa sognare e per il linguaggio che usa, soprattutto quando parla ai poveri e alle periferie quest’uomo ricorda Martin Luter King o J. Kennedy, spero che sopravviva a un paese che spesso regola le questioni politiche con le armi e l’odio sociale.
    Un grande in bocca al lupo, anche se nn credo che i repubblicani siano spacciati, nonostante tutto.

    Vincenzo

  2. Capo

    Io spero che alla fine non accada, ma mi sembra di vedere tra i democratici americani (ed è una novità) le stesse cose che vedo all’interno dei partiti della sinistra europea, e noi italiani in questo siamo dei veri e propri maestri: prendersela IN PRIMIS con il competitor all’interno del proprio partito senza preoccuparsi che continuando a scannarsi così si rischia di lasciare un’autostrada aperta a John McCain, un repubblicano ultrasettantenne che su certe cose è molto più a destra dell’idiota attualmente presidente.
    Comunque vada, ricordatevi questo:
    1-20-2009 END OF AN ERROR
    speriamo che dopo un errore non venga uno stronzo

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