Non è un Paese per giovani

E’ il titolo di un “ritratto” che EL PAIS dedica all’Italia e ai suoi giovani, parafrasando l’ultimo film dei fratelli Cohen. Un Paese stanco, dove la vita per i giovani è molto difficile. Difficile trovare lavoro, difficile divertirsi, con concerti che costano tantissimo e una serie di servizi poco accessibili. Tasse alte, affitti altissimi, costo della vita esorbitante, tasse universitarie, paghe molto molto basse.

E’ come se il Paese avesse dato un calcio nei coglioni ai suoi giovani. Mentre in Spagna se la spassano.

Non ho una grande reazioni patriottica, perchè tutte le volte che vado in Spagna, la prima cosa che apprezzo è proprio un clima più divertente, raggiante. La Fiesta dappertutto. Molti dicono che la Spagna somigli all’Italia della Dolce Vita, quella del Boom Economico. E forse è vero; c’è molto fermento.

L’articolo procede descrivendo una sensazione d’inquietudine, raccontata anche in molti film, come l’ultima opera di Virzì, “Tutta la vita davanti”. Che non è la solita solfa sul precariato.

E insomma, morale della favola, orami prendiamo lezioni da tutti. Il guaio è che si vede proprio poco all’orizzonte. Non cambiamo quasi mai abitudine. Il caso Alitalia ne è un esempio lampante. Una trattativa stupida, esasperata,  portata avanti a tutti i costi rischia di far fallire l’azienda e di far irrimediabilmente perdere il posto di lavoro a migliaia di persone. E “i francesi che s’incazzano”.

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2 commenti

Archiviato in Senza Categoria

2 risposte a “Non è un Paese per giovani

  1. Vincenzo

    Sarebbe proprio ora che tutti quelli della generazione dei sessantottini la smettessero di dire che abbiamo avuto tutto, visto che tutto quello che ci stanno lasciando in eredità è incertezza e paura.
    Non ci resta altro che confidare nei nostri valori.

    .. ah e poi sarà pure vero che abbiamo avuto tutto ma i ragazzini di adesso, loro si che hanno tutto ma nessuno gli dice niente!

  2. Capo

    l’Italia non è un paese per giovani? vero, ma sarà anche perchè molti di noi (non tutti ma parecchi sì), come avevo scritto commentando un post precedente, sono caduti in letargo appena nati?
    non so se è colpa solo della generazione dei sessantottini (e magari anche di quella immediatamente successiva), di sicuro sarebbe ora che ci svegliassimo

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