Il seno, quello di Roth

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…e rieccoci ancora in compagnia di Philip Roth, questa volta autore di un libro che si intitola “Il seno”. Prima che voi cominciate ad abbassarvi la patta vi dico subito di cosa si tratta: è la storia di un uomo che un bel giorno si ritrova trasformato in una tetta! Si, mio “hypocrite lecteur mon semblable mon frère”, in una enorme ghiandola mammaria! David Kepesh, dottore di ricerca in letteratura anglosassone, ebreo (ancora!? Ma ce l’hai? Si mi stanno troppo simpatici!), fidanzato con Claire, un matrimonio finito male, un bel giorno si ritrova una macchiolina sul pube e finisce col trovarsi in un ospedale trasformatosi in una tetta. Chiaro il riferimento a “La metamorfosi” di Franz Kafka e a “Il naso” di Gogol, ma qui siamo davanti ad un Gregor Samsa ultramoderno, disperato tanto quanto il suo predecessore, ma sicuramente con un ego frammentato: erotomane, ipocondriaco, debole, arguto e ai limiti della follia. E poi il protagonista non ruota intorno al rapporto padre figlio (al contrario, il padre di David è un mediocre), ma al malinconico rapporto con sè stesso. L’autore ci propone un viaggio nella follia di chi si trova nel bel mezzo di un processo di metamorfosi, passando dall’incapacità di controllare i propri impulsi erotici (esilarante è la descrizione del suo piacere quando veniva lavato da un’infermiera o delle voglie incontrollabili quando rivedeva la sua donna) fino ad un amletico “to be or not to be” (David vorrebbe che il dottore, l’infermiera, suo padre, Claire gli dicano che è diventato pazzo, ma questo sollievo gli verrà negato). Dove finisce la realtà? Dove comincia il sogno o la più rassicurante follia? Roth è capace in pochissime righe di dare ordine alla disperazione e alla disgregazione di una coscienza, come sempre con ironia e profondo sarcasmo. Provate anche voi a mantenere il vostro cazzuto aplomb quando domani mattina vi ritroverete trasformati in un prosciutto, in una 500 o in un water, poi ne riparliamo…

Voto: 6 (in realtà 10, ma sono invidioso di Philip Roth!! Fottutissimo genio visionario!)

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1 Commento

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Una risposta a “Il seno, quello di Roth

  1. Capo

    (come diceva il mago Oronzo,) con la sola imposizione delle mani posso trasformarmi in un vàter: vàter vertroni 😀

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