Restart, scusate il ritardo

Beh, questo blog è stato un po’ fermo. Luendì scorso mi sono laureato e c’è stata una settimana di festeggiamenti. Scusate, ma era doveroso. Oggi riprendiamo con una recensione di Drugo. Il libro è “Il lamento di Portnoy”, di Phlip Roth.

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“Sono il Raskolnikov delle pugnette (…) se soltanto fossi riuscito a contenere i rasponi a uno al giorno, o stabilizzarmi sui due, massimo tre! Ma con la prospettiva della morte in agguato, cominciai ad accumulare nuovi primati personali!”. Questo è il grido di dolore di Alex Portnoy, ebreo del New Jersey, professione: segaiolo compulsivo.
Il protagonista di questo libro vomita addosso allo psicoanalista (in realtà parla direttamente col lettore…Philip Roth può questo e altro!) tutto il suo vuoto interno, le sue insoddisfazioni e le sue contraddizioni. Si barcamena dolente tra l’odio verso un padre ritenuto mediocre (“questo bastardo, questo deficiente, questo padre filisteo”) ed una madre, la classica madre ebraica, onnipotente e onnipresente, amata fino ad essere odiata (o forse dovremmo dire “amante”), rendendolo un portatore sano di senso di colpa (per capirci, la madre dei film di Woody Allen). Si tratta di un uomo divorato dal complesso di Edipo e allo stesso tempo completamanete analfabeta sul piano emotivo. Alex vive per il sesso, prima masturbandosi in continuazione e poi collezionando storie con ragazze “goyim” (non ebree). Penetrando loro penetra il loro ambiente sociale alla continua ricerca di qualcosa che sia “altro da sè”, senza sapere però cosa. Vacante, svuotato, cinico ed immorale, istintivo e codardo, insoddisfatto di sè, col coraggio però di accettare, alla fine del libro, la sua vita per quello che è. Un “cumulo di immagini spezzate” per dirla con T.S.Eliot, il cui cancro incurabile è solo ed esclusivamente la mancanza d’amore. La mancanza d’amore è anche il male oscuro di Alex Portnoy, un uomo come tanti…siamo così sicuri che Alex sia poi così diverso da noi? Se la risposta sarà affermativa, quanto meno vi strapperà una risata!!

Voto: 7

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3 commenti

Archiviato in Senza Categoria

3 risposte a “Restart, scusate il ritardo

  1. Capo

    buono a sapersi, appena avrò un attimo di tempo per pulire bene la mano andrò in libreria a comprare questo libro

  2. Gianni

    Non bisogna chiamarsi Alex Portnoy per essere un pugnettaro provetto!

  3. Drugo

    e come lo sapevo che questo libro vi sarebbe piaciuto…ehehehehe…come si dice: “chi fa da sè…hehehè”!!

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