Patti chiari, prestiti corti

 

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Avete mai visto la pubblicità di Intesa San Paolo che garantisce prestiti anche ai lavoratori atipici/precari?

Beh, Fabio Tonnaci di “Repubblica” ha condotto un’inchiesta video molto interessante (questo è il link http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=17291&showtab=Copertina). Ha girato un po’ di banche – fra le quali si “intravedono” Intesa San Paolo e Unicredit, i due colossi italiani – fingendo di essere un lavoratore con un cotratto a termine (rinnovabile di anno in anno) e uno “stipendio” di 1000 euro, per chiedere un prestito di 15.ooo euro, per l’organizzazione del proprio matrimonio. Il prestito gli è stato clamorosamente negato a dispetto degli annunci pubblicitari. Senza garanzie personali – cioè una persona terza che garantisca per il richiedente del prestito con il suo patrimonio – è impossbile che un lavoratore a termine acceda al credito.

Qui non c’è la solita solfa sul precariato, ma anche la libertà delle banche di vendere “autentiche cazzate”, in video, audio, web.

Perchè le authority non vigilano e sanzionano?

E poi, senza l’accesso al credito, come è pensabile che ci sia mobilità sociale?

Walter, questi saranno temi della tua campagna elettorale?

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4 commenti

Archiviato in Senza Categoria

4 risposte a “Patti chiari, prestiti corti

  1. max

    Dai, su non chiedere sempre a Walter…il comportamento delle banche non è nuovo ed io nel mio blog, tempo fa avevo parlato dei prestiti facili sopratutto ad anziani e a quella clientela debole che vengono messi in difficoltà proprio da queste millanterie….il problema è che il vero potere è loro, perchè nessuno di loro ha pagato nei casi Parmalat e dei Bond argentini che loro vendevano a gente non informata, anche qui nessuna responsabilità, aggiungerei pure i tassi variabili sui mutui che negl’ultimi anni potevano essere prevedibilmente al rialzo….chiaramente le banche hanno continuato a spingere verso quel tipo di soluzione….infatti, tassi più alti uguale più guadagni, più insolvenze più margini….sono loro il vero potere e fanno ciò che vogliono, entrando sempre di più nell’economia e nella politica…l’amico Walter, come tutti, ha un buona parte del mondo bancario con se…..poi fa tu… Ieri sono entrato in uno sportello di una grosso gruppo perchè vorrei cambiare banca…abbiamo parlato e spiegata un pò la mia situazione (capendo che bisogna prenderli per il culo)mi dice…”suo Padre sarebbe il benvenuto qui….”….eh eh, che bella risposta…soluzione: non lo apro e al posto di un c/c mi faccio una bella carta di credito prepagata e per il momento buonanotte….loro decidono, loro sono il potere, loro sono il buono e il cattivo tempo…

  2. mario

    C’è da dire questo, caro max, che con l’abolizione dei costi di chiusura c/c e delle penali sull’estinsione dei mutui qualcosa si è aperto. Poco, molto poco, ma qualcosa sì. Bersani ha avuto almeno il merito di alzare l’attenzione sulle banche.
    Non è abbastanza. Le concentrazioni bancarie fin’ora hanno prodotto valore solo per gli azionisti, è ora che questo valore si trasferisca ai consumatori.
    Profumo e Bazoli sostengono Veltroni, è vero. Però è gente in gamba, sa accettare la concertazione. Nessuno si illude che arrivi qualcuno con la bacchetta magica a cambiare le banche. Le banche si cambiano con l’assenso – a volte forzato – delle banche stesse. E Walter può trattare.

  3. Capo

    provo a rispondere alle 3 domande:
    1 perchè le authority intervengono solo quando è minacciata la libertà di concorrenza (in questo caso si tratta “semplicemente” di pubblicità ingannevole)
    2 ti sembra che la mobilità sociale sia davvero benvoluta? (lascia perdere le parole, guardiamo ai fatti)
    3 speriamo di sì, così come spero che non siano i temi solo di Uòlter

  4. dumb

    Devo replicare qualche inesattezza: la pubblicita`ingannevole e’ disciplinata da una legge che se non sbaglio e`stata ritoccata da bersani nell’ultimo pacchetto per le liberalizzazioni, l’autorita`che sorveglia sulla pubblicita`ingannevole e`il garante per la concorrenza cioe` l’Antitrust.
    La unicredit e la bancaintesa sono entrambi finanziatori di Walter come del PDL anche se questo non si puo dire in Italia perche`e`presente un retaggio culturale per cui quello che fa la politica degli affari e` berlusconi, quelli di estrazione ex pc ritengono vergognosamente di poter fare politica senza occuparsi trasparentemente degli affari. e si professano moralmente superiori (vedi D’alema a Ballaro`del 26.02).

    La mobilita`sociale FA comodo a qualcuno:
    1-la politica, in quanto controlla l’elettorato creando in esso dei bisogni. Banalmente, con bassi stipendi e alto costo della vita la gente compromette un voto per un posticino di lavoro.Per la basilicata vorrei citare il precariato strutturale dei forestali che fanno rimboschimento. a livelli piu alti (e non in basilicata) lo sono i ricercatori univrsitari.

    2-ai capitalisti con le pezze al culo (per abbreviazione CCPC) per dirlo alla grillo, anche se lo potrebbero essere perche`la pressione fiscale e`disumana. Questi CCPC non hanno interesse ad investire in professionalita`perche i lavori che fanno sono poco professionalizzati (come call centre e fabbica). tali CCPC piu` sono grandi e piu sono controllati (nel senso di vicini a quel mondo) a sinistra oppure esternalizzati di enti pubblici o di telecomunicazioni (anchessi di sx).

    Scusate se ce l’ho con la sinistra ma se volete sentire qualche brutta cosa sul centro destra parliamo di evasione fiscale.

    Detto questo il problema dell’accesso al credito e` uno specchietto per le allodole, e` un vecchio barbatrucco tutto italiano inventato dall’inventore della fiat 500; serve a farci impoverire quando alle grandi aziende servono soldi, e`la cambiale. il punto non e`che tutti devono avere l’accesso al credito ma che tutti debbano avere le garanzie necessarie perche`la banca non neghi il credito ovvero uno STIPENDIO DECOROSO!
    Non e`impoverendoci coi debiti che abbiamo un matrimonio piu felice!
    il concetto espresso e`uguale ma il punto di vista in questo caso e`sostanziale.

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