Case Chiuse

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Oggi alle 7, ad Amsterdam la popolazione sfila contro la chiusua della case-bordello-vetrina sui canali. Si vuole trasformare il quartiere a luci rosse in una zona commerciale, piena di megastore e alberghi a 4 stelle.

Il simbolo della protesta è un mega fallo afflosciato. Azzeccatissimo.

In realtà, non si vuole chiudere la zona a luci rosse, ma solo delocalizzarla, per favorire – appunto – una speculazione immobiliare.

La discussione nasce spontanea. Il sesso a pagamento – oltre che la libertà di fumare erba – rappresenta la principale attrattiva turistica di Amsterdam. La rende una meta appetibilissima per il turismo giovanile.

Per di più, è vero che una donna in una vetrina è un’immagine svilente per il terzo millennio; però, se le chiudessero davvero, credete che in strada non ne torni nessuna?

E’ un’idea un po’ rinunciataria, ma credo che sia meglio un posto pulito, dove questo lavoro  e queste lavoratrici non siano sfruttare, ma considerate delle “professioniste”, piuttosto che strade e magnaccia.

E loro, le inquiline del canal grande, che dicono? Faranno una serrata di protesta, ma non  scenderanno in piazza a manifestare. Paloma, una di loro, dice “Sono venuta qui proprio per non battere le strade”.

Non mi va di fare ironia su questa cosa. Voi che pensate; meglio le case aperte o le strade?

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4 commenti

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4 risposte a “Case Chiuse

  1. Case aperte! case aperte! case aperte! case aperte!
    Mario, ma “tuo padre” sa di questo Blog???!!?!!!!

  2. peppuzzo

    Ovviamente case aperte. Il fenomeno della prostituzione è vecchio quanto la Montalcini e soprattutto, nei limiti di scelte consapevoli, è un fenomeno inestirpabile. E sempre nei limiti di una scelta consapevole (discorso diverso è l’induzione alla prostituzione), molto meglio che il fenomeno sia controllato (sul piano dell’ordine pubblico che su quello sanitario) e sottratto alla malavita.

  3. Ovviamente le case aperte. Non la vedrei nemmeno come un’idea rinunciataria, piuttosto come una questione di civiltà, seppur molto terra terra. Decidere di gestire liberamente (anche in chiave economica) del proprio corpo è una forma concettualmente molto alta di democrazia. Se c’è chi decide di intraprendere questa attività, senza costrizioni, è giusto ne abbia la possibilità, con i diritti e doveri che ne conseguono. La liberalizzazione dei costumi sessuali (e anche della prostituzione, non solo quella femminile) non può che far bene al terzo millennio, che si porta dietro immagini e usi ben più svilenti. L’argomentazione classica del “male minore” (meglio così che in strada) è sì ovvia, ma anche debole e superata.

  4. Capo

    casa mia è aperta….

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