pranzo della domenica: cous cous!

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Cous cous è un film coraggioso. Divertente, ma con la capacità di far riflettere. In certi passi, diventa quasi un thriller. Il regista tuninisino Abdel Kechiche è abilissimo. Ci regala una storia avvincente. Un uomo perde il posto di lavoro e inizia a inseguire un sogno: aprire un ristorante di cous cous su una barca. La storia ruota attorno al coraggio delle donne della sua famiglia. Alla loro capacità di far fronte alle situazioni più difficili, nonostante i pettegolezzi e le invidie che condizionano non poco i loro rapporti.

Il film ha un finale a sorpresa: una corsa significativa e tragicomica, che non voglio svelarvi.

La bellezza di questo film suscita un interrogativo forte. Dov’è finito il cinema italiano e perchè non riesce a produrre film interessanti? Qual è stato l’ultimo film italiano sorprendente, secondo voi?

Forse il cinema, come tutta la società italiana, dovrebbe riscoprire quel coraggio che lo ha reso grande nel passato.!

Nostalgia canaglia!

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1 Commento

Archiviato in Senza Categoria

Una risposta a “pranzo della domenica: cous cous!

  1. Peppuzzo

    Non ricordo chi diceva che il cinema, come del resto ogni forma d’arte è espressione della società di riferimento. Quindi dovrei dedurre che se il cinema italiano è in mezzo al guado è perchè la società italiana sta regredendo. Sono d’accordo in parte, perchè non credo che questa società sia peggiore p migliore di quella che ha prodotto Fellini, Antonioni, i Taviani ecc…credo solo che sia radicalmente diversa. Di conseguenza il cinema italiano probabilmente ha dovuto solo adeguarsi ad un mutamento repentino, velocissimo e globalizzato. Di conseguenza io credo ci siano film che magari non diventeranno immortali, ma che dipingono in maniera perfetta (ribadisco perfetta) temi più “attuali” (o forse è più corretto dire, più “visibili”): “Le fate ignoranti” è un film meraviglioso, tocca solo apparentemente il tema dell’omosessualità, ma onestamente credo che vada molto al di là, parlando più in generale della complessità dei rapporti umani e del concetto di diversità. TRovatemi un regista più raffinato di Ferzan Ozpetek nel dipingere quanto sottili e variegati siano i rapporti tra esseri umani. Lo stesso riguarda la Comencini che io nn sottovaluterei. Forse la crisi del cinema italiano si nota in rapporto con altre industrie cinematografiche ormai in rapida ascesa (p.es. India: Mira Nair è una cineasta grandiosa, nn parlo solo di Bollywood). Faccio fatica a considerarlo in crisi anche in assenza dei fasti degli anni’50 ‘ 60

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