8 Ottobre 2008

La mia banca è indifferente

Alla fine, questa crisi finanziaria passerà, ma chi l’ha provocata resterà al suo posto. Oppure, uscirà di scena con l’onore di qualche sontuosa stock option. Qualsiasi cosa succeda, in Italia si stenta sempre ad individuare il responsabile.

Le banche siedono in tutti i cda delle più grandi imprese. Reinvestono gli utili del credito alle famiglie non nel credito alle imprese, ma nella gestione diretta – tramite partecipazioni in pacchetti azionari – di aziende. Un’anomalia, un conflitto d’interesse palese. Dovuto anche alla debolezza del nostro sistema capitalistico. A volte queste parternship imprenditoriali non rendono. I conti correnti italiani sono i più costosi d’europa, così come i mutui sulle case. Se le cose vanno bene i cittadini – come clienti delle banche – danno loro più del dovuto. Se le cose vanno male e le banche usufruiscono di aiuti statali, i cittadini – come contribuenti – danno alle banche più del dovuto.

Alessandro Profumo – ceo di Unicredit – è un manager celebrato. Ha comprato isituti di credito in tutt’Europa, esponendo molto la sua banca. Ora è in difficoltà; alla fine della mareggiata, dopo che magari Unicredit avrà usufrutito di qualche fondo pubblico, resterà al suo posto. Indicherà le prossime scelte di “piazza Cordusio”, nominerà nuovi suoi rappresentanti nei più disparati c.d.a. dell’impresa e della finanza italiana.

Insomma, questa classe dirigente attutisce il colpo, abbassa il profilo ma, qualsiasi cosa succeda, resta a galla.

2 Ottobre 2008

Gnamo fatta

Da oggi sono uno studente della scuola di giornalismo della RAI a Perugia. L’obiettivo è imparare a fare un giornalismo serio, reale, effettivo. PErchè il diritto all’informazione non è di chi parla, ma di chi ascolta. Un giornalismo per far capire. Un po’ alla Piroso.

Insomma, l’obiettivo è di non diventare come Vespa.

22 Settembre 2008

Nuovo Capossela

Qui si può ascoltare “Il gigante e il nano”, singolo del nuovo album di Vinicio Capossela: “Da Solo”, in anteprima.

Penso proprio che “Corvo Torvo” non deluderà.

16 Settembre 2008

Leggi ad personam

La Carfagna presenta una proposta di legge sulla prostituzione. Lupus in fabula.

P.S. post liberamente ispirato a una frase di quel genio di enzo santagata

4 Settembre 2008

Sarah che Palin!

Pare che l’unica cosa che abbia colpito del discorso di Sarah Palin sia stata la frase “sono una hockey mum. E sapete quale è l’unica differenza fra una hockey mum e un pit bull? il rossetto”.

Ora, la società americana ama le hockey mum. Sono le madri che seguono a bordo campo i figli che giocano a hockey come delle scalmanate. Gli portano il succo di frutta, organizzano i pic nic e ingiuriano l’arbitro e gli allenatori.

Il NY Times “copre” il suo discorso concentrandosi sulla sua famiglia. Lei rivendica di avere più esperienza di Obama per guidare il Paese; ha parlato, nel suo discorso alla convention repubblicana, un po’ di energia e molto di come ha conosciuto il marito.

Pare che sia comunque riuscita ad infiammare la sua folla. Da parte Repubblicana, la sua scelta è sicuramente la risposta giusta. Una donna cazzuta, che non ha paura degli attacchi personali, competente e un po’ populista, come è d’obbligo negli USA.

La partita con Obama è aperta. Bisognerà vedere chi riuscirà a sfondare al centro, dopo le convention che servono a galvanizzare il “proprio” elettorato, quello solitamente schierato.

3 Settembre 2008

a casa

Mi pare più che giusto che i tifosi del Napoli se ne restino, per un anno, a casa. Evitando di sfasciare coglioni e treni, quando vanno in trasferta. E lo stato deve cominciare a reagire in maniere più ferma.

2 Settembre 2008

Vedrò. Qualcosa di buono.

Mi piace l’iniziatica “Vedrò”, pensatoio per 30-quarantenni, ideato da Enrico Letta, con la collaborazione di Giulia Buongiorno. 2 menti importanti che, sarebbe ora, diventassero grandi, assumendo incarichi di prima linea.

E mi è piaciuta la trasmissione di Antonello Piroso, in onda da Drò, in occasione del festival, sulla vicenda di Enzo Tortora. Ha ragione il direttore del TG La7 quando afferma che “si è ribaltata la presunzione di innocenza in presunzione di colpevolezza”. La storia di Enzo Tortora è un caso limite, ma l’uso deviato della carcerazione preventiva è un vizio ricorrente.

Piroso fa un giornalismo teatrale, ma sempre più vigoroso e intelligente. Qualche volta esagera, ma spesso va al cuore delle vicende che racconta. E qeusta è la cosa essenziale.

La giustizia va riformata. Bisogna garantire tempi brevi, senza limitare i poteri d’indagine dei p.m.

I quali, però, devono fare un uso più responsabile dei poteri restrittivi ( e fattualmente monistici) di cui godono. La separazione delle carriere non è una malvagità.

E, soprattutto, la presunzione d’innocenza fino a prova contraria va riaffermata. Nessuno può permettersi di vivere in una società che è pronta a puntarti l’indice addosso in base al primo sospetto. Quasi mai verificatoe e, forse, solo probabile.

29 Agosto 2008

Donne con le gonne

Che fine ha fatto Francesco Nuti? Me lo sono chiesto in questi giorni, in cui si parla di “Renaissance” del cinema italiano. Certo, Nuti è una meteora del cinema nostrano; un auore di media bravura, non un maestro. Ma mi è saltata in mente una scena di fighismo assoluto. Quella del suo “Willy Signori e vengo da lontano”, nella quale prende il gatto nero e lo lancia dalla finestra. Fantastica.

E comunque Nuti è bravissimo a raccontare sfoghi e alterazioni d’umore di caratteri border line e tendenti alla depressioni. Cinico e divertente.

Ho letto che è anch’egli -  come i suoi personaggi – è vittima di depressione e alcolismo. La sua ultima apparizione in tv risale al 2006 quando, una sua intervista  a Rai news 24 fu interrotta a causa del suo stato di forte alterazione. In seguito, è stato addirittura in coma.

E’ anche l’autore di una bellissima canzone “C’ha le poppe a pera“. Testo romantico e struggente. Di toscanità strabordante.

Comunque, quello che volevo dire con tutto ciò è che manca un po’ del suo cinismo irriverente al cinema italiano. Ed è un peccato quando un artista esce di scena nel modo peggiore. Dilaniato dal suo stesso successo, nell’indifferenza totale di chi lo ha circondato.

23 Agosto 2008

Fragole e Uranio

“Fragole e Uranio” è il titolo di un libro scritto a 4 mani da Pasquale Stigliani e Francesco Buccolo, sulla protesta di Scanzano Jonico (provincia di Matera, Basilicata) del 2003, contro la decisione dell’allora (e ancora) governo Berlusconi di costruirvi il deposito unico nazionale di scorie nucleari.

Una battaglia vinta dal popolo lucano dopo 15 gg di protesta civile, culminata con l’eliminazione di Scanzano dai siti candidati allo stoccaggio e alla conservazione di materiale radioattivo.

Pasquale Stigliani racconta la “sua” personalissima protesta; vissuta da leader sul campo. Da giovane che seppe mettersi ritagliarsi un ruolo importante; riferimento e guida di un’intera comunità in lotta. Non rinuncia alla pretesa di una verità storica e di denuncia, che imputa all’allora sindaco della Comunità lucana, la responsabilità della scelta. Il vincitore di quella battaglia, per Pasquale, è stato il popolo. Un popolo, però, che non ha saputo continuare il cammino intrapreso nel novembre del 2003, per costruire uno sviluppo reale, compatibile, integrato e partecipativo. “In molti sono tornati nelle loro case”, rinunciando a quella magica e spontanea partecipazione, anima di quei giorni.

Francesco Buccolo racconta la sua esperienza di studente lucano a Roma, che ha vissuto la “primavera” della sua terra lontano da casa. E’ rapito dal solidarismo e dal senso di comunità che si è generato in quei giorni. Un’unione che per un po’ ha fatto pensare che tutto fosse possibile: anche il riscatto di un meridione troppo spesso villipeso e volontariamente succube. Entrambi enumerano con precisione maniacale l’elenco delle iniziative svolte in quei giorni. Francesco “scopre” il suo popolo: vitale, allegro, caparbio. Il “ribellismo di un popolo mite”, cantato da Raffaele Nigro. Ricorda gli incontri spontanei con altra gente lucana; la mobilitazione, la “simpatia” e l’affatto provato in quei giorni nei confronti di Scanzano.

Una protesta fatta dalla gente; ci sono le “madri coraggio”, i ragazzini infurati, i contadini, le istituzioni, gli imprenditori e le forze di polizia. Tutti uniti per difendere la loro terra.

Sono storie di gente comune, raccontate attraverso gli occhi di due trentenni animati da una fortissima speranza e attesa di cambiamento.

Il libro è abbastanza scorrevole. Piacevolissima la lettura per chi ha vissuto quei giorni di “trincea festante”, risulta un po’ ostico a chi ne era ignaro o distante.

Una lettura consigliata a “tutti quelli che amano e hanno difeso tenacemente la loro terra”.

Edito da Palomar, costa € 18,50.

21 Agosto 2008

Relax

Questo blog è in palese stato di quiete. Tornerà a settembre, riposato e pronto per una nuova stagione.