
Al tribunale di Matera c’è un solo giudice per i processi in materia di lavoro e previdenza. Ed ha un carico di 5600 cause. Pochine.

Al tribunale di Matera c’è un solo giudice per i processi in materia di lavoro e previdenza. Ed ha un carico di 5600 cause. Pochine.
13 Commenti
2 Febbraio 2009 alle 13:23
l’art.409 c.p.c., in omaggio ai principi di immediatezza ed oralità, desidererebbe che le cause in materia di lavoro giungessero a definizione nella stessa giornata dell’unica udienza…..
….lei come assume queste informazioni? quale operatore giuridico tiene a libro paga per passarLe questi “sconvolgenti” dati…?!?
2 Febbraio 2009 alle 17:25
ne ha parlato il presidente della corte d’appello di potenza all’apertura dell’anno giudiziario.
Notizie di dominio pubblico, santagata, nonostante la tua diffidenza.
2 Febbraio 2009 alle 17:42
I Presidenti di Corte d’Appello sono tenuti, caro Depizzo, a rendere, almeno annualmente (in particolar modo in concomitanza con l’apertura dell’a.g.) una relazione al P.G. della Corte di Cassazione sull’andamento delle Procure e del distretto in generale.
Bisogna verificare se all’ombra del suo discorso potesse scorgersi un monito al Ministero per esigenze di organico…oppur se descriveva la placida e fluida vita giudiziaria in tema di controversie di lavoro nella provincia di Matera…abbiamo i dati di altre province? è un carico di lavoro normalmente “sobbarcabile” da un solo “organo” (sicuramente coadiuvato da sicuri ausiliari e collaboratori…..)?
La risposta alla tua futura e chiarificatrice opera di reporter…..
2 Febbraio 2009 alle 22:00
caro santagata,
la media nazionale risulta essere di 600 / 800 cause a ruolo per giudice. sono dati consultabili sul sito del ministero della giustizia.
2 Febbraio 2009 alle 22:07
e comunque, il dato delle pendenze è solo un incipit. Il pres. della corte di appello di Potenza ha citato il dato per chiedere l’ampliamento dell’organico.
C’è da dire che si tengono molti processi su reati amnistiati e che dopo tempo si perde comunque l’interesse “alla giustizia” e quindi alla pena o al risarcimento. In alcuni distretti non si tengono le udienze pomeridiane perchè non ci sono i fondi per pagare la vigilanza e per rendere sicuro il tribunale e i dati in esso custoditi. I problemi della giustizia italiana sono molteplici; fra i giudici, come in tutte le categorie, sono annoverati campioni della giustizia e campiono dell’improduttività.
2 Febbraio 2009 alle 22:22
la lentezza giudiziaria è un fenomeno sconcertante…la perdita di fiducia nelle istituzioni,nella giustizia, sono conseguenze della stessa…ma la cosa piu brutta sarebbe concepire(a causa di questa lentezza) una pena come non certa e quindi far nascere un riprorevole sentimento del ‘farsi giustizia da soli’…purtroppo cio non e ammissibile in uno stato di diritto…non so se bisognerebbe cambiare le leggi,se serva aumentare i funzionari…ma qualcosa deve essere fatta ,pena l’ineludibile declino dei rapporti tra le genti(e quindi dell italia)
3 Febbraio 2009 alle 11:29
Il tema “tempi della giustizia” dovrebbe allora, a buona ragione, essere in pratica collegato a quello di “durata in carica degli esecutivi”…perchè altrimenti non si spiegherebbero (a pena di assecondare le direttive di Brunetta…Dio ce ne liberi, almeno in tale segmento statale….) questo tipo di disfunzioni burocratiche (e discriminazioni sociali in piena regola) nel rendere efficienti determinati distretti piuttosto che altri.
La distribuzione dei carichi e l’ “equipaggiamento” degli organi gius-dicenti (questo sì, consultabile sul sito del Ministero……) avviene in ovvia relazione al numero di abitanti presenti in un distretto giudiziario (v’è la presunzione d’una maggiore densità di litigiosità, in ordine al maggiore numero di presenze di futuri attori e convenuti).
Ma il quadro costituzionale offre, alla prima enunciazione, un principio che…sembra rievocare la parabola dell’ortolano……
e soprattutto, ciò che sembra emergere dalle tue parole, mio adorato Depizzo, e che ci si trovi in presenza di una “Casta” che non “costi” (chiaramente, alla stregua di una valutazione effettuabile solo dalla Corte dei conti….e non certamente dagli ‘utenti’…)!
p.s. Stiglià, con l’affetto e la stima di sempre….vale anche per te1
3 Febbraio 2009 alle 11:41
Prendete confidenza con i limiti del mezzo per favore. Leggere 500 parole per esprimere un concetto che ne abbisogna di massimo 10 stanca la vista, su un monitor.
Non agg capit nend…per intenderci
3 Febbraio 2009 alle 11:43
andate a scrivere sui papiri…lasciate il web all’immediatezza e alla velocità.
Tutto questo nel centenario del futurismo!
3 Febbraio 2009 alle 11:56
carissimo valerio,
nn ho nemmeno letto questa discussione…quindi nn sono stato io a lasciare quel post…bensi’ il negro
con l’affetto e la stima di sempre
3 Febbraio 2009 alle 12:36
secondo me ladistribuzione dei carichi e l equipaggiamento degli organi non deve avvenire in relazione al numero di abitanti………….i tempi del c.c. sono incompatibili con i carichi giudiziari….BISOGNA LAVORARE SUI TEMPI MORTI(es. dalla conclusione di indagine preliminare a richiesta di rinvio a giudizio possono passare anni)…la lentezza è insita in questi tempi…i miei ossequi santagata
3 Febbraio 2009 alle 13:12
cmq santagata ha ragione tuo fratello…….sei incomprensibile…..
7 Febbraio 2009 alle 17:20
Santagata, leggere te è come leggere Calamandrei…m faj venì a mund!!